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Qualitel, la Rai ora rischia la multa
Da "La Repubblica" - di Leandro Palestini 25/02/2009
L'Autorità Garante per le Comunicazioni: il contratto del servizio pubblico prevedeva il Qualitel. 90 milioni di multa se non arriva il misuratore di qualità entro sei mesi
La prima grana per i nuovi vertici Rai si chiama Qualitel. Se entro sei mesi non sarà varato il nuovo sistema di misurazione della qualità dell'offerta delle reti pubbliche (impegno sottoscritto con il contratto di servizio 2007-2009 e sempre disatteso), la Rai rischia di pagare una multa salatissima, pari al 3 per cento del suo bilancio: sui 90 milioni di euro, una multa che potrebbe essere fatale per il servizio pubblico.

Da alcuni giorni l'Autorità per le garanzie delle Comunicazioni (AgCom) ha inviato alla presidenza e alla direzione generale Rai una lettera di «sollecito all'adempimento», una sorta di ultimatum. Dopodichè l'Autorità presieduta da Corrado Calabrò «non potrà esimersi dall'apertura di istruttoria per presunto inadempimento degli obblighi derivanti dal Contratto di servizio».

Il direttore generale Rai Claudio Cappon è con i bagagli in mano, ma risponde alla sollecitazione dell'AgCom. «Il progetto Qualitel non è stato mai abbandonato nè mai messo in discussione dalla Rai. Ci sono state difficoltà operative oggettive legate a chiarimenti giuridici circa l'eventuale necessità di un bando europeo per realizzare questo strumento di rilevazione della qualità», dice Cappon e aggiunge: «Una volta chiarite, poche settimane fa, le modalità operative ci siamo rimessi in moto. È un processo che completerà il nuovo management della Rai. L'AgCom ha preso atto "delle difficoltà operative" legate al sistema di rilevazione e ha dato altri sei mesi di tempo alla Rai per rendere operativo il sistema di misurazione».

A dicembre si era vicini alla verifica delle candidature (dieci istituti) attrezzati alle rilevazioni, ma in Rai si faceva notare il costo esorbitante dell'operazione, valutato sui cinque milioni di euro. Il nuovo strumento? La rilevazione dovrebbe essere fatta attraverso un campione di alcune migliaia di italiani (i "giurati della qualità"), intervistati quotidianamente sui programmi visti nei giorni precedenti. Il giudizio sarà pubblico, ogni giorno la Rai comunicherà quanti punti-qualità ha ottenuto una certa trasmissione e il punteggio dovrebbe andare da zero a cento. Con il Qualitel gli italiani potranno dire se un talk show li ha soddisfatti, se un tg è stato degno del servizio pubblico, se un varietà è stato interessante o volgare. Il Qualitel non sostituirà l'Auditel, che continuerà a misurare gli ascolti di tutte le reti televisive, satellitari comprese.

Roberta Gisotti, esperta di comunicazione, autrice di "La favola dell'Auditel", pensa che il forte ritardo con cui si arriva al varo del Qualitel Rai non sia un caso. La Rai ha timore a rendere noti i dati sui suoi programmi? «Certo che sì. Cambiano i governi, cambiano le Commissioni di vigilanza, cambiano i vertici della Rai, cambiano i contratti di servizio, ma nessuno vuol dare voce ai cittadini utenti». E fa un esempio: «Per dieci anni la Rai ha avuto l'Iqs (indice qualità soddisfazione), ma è stato sempre secretato. Ora si dice che il Qualitel costerà troppi soldi? Ma se sarà di dominio pubblico, potrà almeno essere un riferimento per chi lavora in tv».


 
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