Roberta Gisotti: Articolo 21

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All'Auditel piace trash, agli italiani 'no'
Roberta Gisotti 25/11/2008
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Titola oggi "La Repubblica", "All'Auditel piace trash", un paginone a firma di Natalia Aspesi, che lamenta una Tv, in Italia, invecchiata male.

Certo che sì, se il termometro dell'Auditel da sempre è mal tarato per servire unicamente il mercato pubblicitario, e se tutti fanno finta da 22 anni di avere la febbre da audience per alimentare il rialzo dei prezzi degli spot, il rialzo dei compensi degli artisti, il rialzo degli stipendi del management giornalisti compresi, il rialzo degli appalti e dell'indotto, il rialzo dei toni delle polemiche, il rialzo delle 'azionì politiche nella 'Borsa Tv'.
Tutto ciò a fronte di un generale ribasso della qualità dei programmi e dei contenuti dell'informazione, che ha portato alla deriva inarrestabile del Servizio pubblico, svuotato della sua missione, del tutto assimilato ai criteri commerciali e politici del monopolista privato, in un regime di duopolio Rai-Mediaset, blindato proprio dall'Auditel.
Se la nostra Tv è vecchia nelle formule dei programmi e vecchi sono pure i dirigenti, gli autori, i conduttori, gli ospiti.... sono vecchi pure i critici televisivi che sulla stampa restano ancorati alle vecchie tabelline virtuali dell'Auditel, perchè non sanno o non vogliono far di conto con gli ascolti reali del pubblico, che sempre più guarda la Tv generalista rassegnato al degrado o la spegne annoiato, disinteressato, arrabbiato o disgustato. Del resto su quei dati hanno costruito la loro carriera non solo quanti fanno televisione ma anche chi la commenta sui giornali e la studia nelle Università.
Ma questa vecchia Tv piace ancora ad una vecchia classe politica di destra e di sinistra, svincolata dal Paese reale ma beneficiata dall'enorme giro d'affari che ruota intorno ai dati dell'Auditel, che fruttano soldi e consenso.
Ecco perchè non si procede alla riforma dell'Auditel e la stessa Rai, pure obbligata dal Contratto di servizio non vara un nuovo rilevamento degli ascolti che misuri la qualità percepita e la qualità oggettiva, in altre parole il valore pubblico di ciò che trasmette ed anche le attese del pubblico.


 
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Tags: Auditel Trash TV spazzatura
L'articolo nella sezione: Articoli e Interviste / Articolo 21
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