Riformare l'Auditel per garantire la democrazia

Roberta Gisotti
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Riformare l'Auditel per garantire la democrazia
A Corrado Calabrò, neo-presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni 21/05/2005
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Lettera aperta a Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Gentile dott. Corrado Calabrò,

mi congratulo - in quanto autrice del libro "La favola dell'Auditel" - per l'intenzione espressa all'inizio del suo mandato di voler affrontare una questione irrisolta sul tavolo dell'Autorità da quasi 8 anni, ovvero dall'entrata in vigore della stessa Legge istitutiva (249/'97) dell'organismo garante nelle comunicazioni, che avrebbe dovuto curare - è bene ricordarlo - "le rilevazioni degli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione" e vigilare "sulla correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e di diffusione..... rilevati da altri soggetti, effettuando verifiche sulla congruità delle metodologie utilizzate e riscontri sulle veridicità dei dati pubblicati ...e sull'operato delle imprese che svolgono le indagini".

Purtroppo l'Autorità finora non ha nè curato nè vigilato a dovere, come è stato ripetutamente denunciato dalla stampa, rilevato in sedi pubbliche e private, competenti in materia e sollecitato di recente dalla stessa Magistratura.

Sapendola giurista rigoroso e meritevole per l'impegno sociale, sono fiduciosa che vorrà dare finalmente risposta al dettato di Legge, che assegna allo Stato la doppia responsabilità: di curare il rilevamento degli ascolti televisivi per la rilevanza economica e sociale che questi hanno assunto nella vita democratica del Paese, quando assumono la valenza di consenso perfino politico; e di vigilare sui rilevamenti operati da soggetti terzi, di tipo privato come appunto l'Auditel, i cui elementi di criticità che ne mettono in dubbio l'affidabilità sono ormai noti a tutti. Non basta quindi riformare l'Auditel nell'assetto societario ma occorre impiantare un sistema credibile di rilevamenti a partire dalla composizione dei campioni, dalle tecniche di registrazione degli ascolti, dall'elaborazione e diffusione dei dati .

Il legislatore ha infatti prospettato uno scenario composito di rilevamenti, secondo la complessità del pubblico depositario di diritti rispetto alla programmazione televisiva, oggi invece interamente asservita alla logiche del mercato pubblicitario, non essendovi altro riferimento nè quantitativo, nè qualitativo accettato dalle parti (Rai, Mediaset, Upa) associate nell'Auditel. Questo sistema formalmente creato per dare un prezzo agli spot ha sostanzialmente ha tagliato fuori i cittadini utenti, imponendo un regime di monopolio assoluto ai danni del libero sviluppo del mercato televisivo, ai danni dell'emittenza locale privata dei necessari finanziamenti, ai danni della popolazione italiana che da 18 anni subisce il degrado del principale mezzo di comunicazione di massa, ai danni delle istituzioni democratiche esautorate nel ruolo di formazione del consenso attraverso regole e procedure garantite a certificare maggioranze reali e non virtuali.
Le auguro buon lavoro in questa difficile impresa. Cordiali saluti

 
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Tags: Comunicazione autorità calabrò auditel
L'articolo nella sezione: Lettere aperte / Lettere aperte
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