Museo Esplora di Roma ''Tra genitori...''

Roberta Gisotti
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Museo Esplora di Roma ''Tra genitori...''
Roberta Gisotti 25/03/2007
Conferenza di Roberta Gisotti
Siamo qui per parlare insieme tra genitori di televisione, di televisione deficiente, e con questa espressione vogliamo intendere la televisione che oggi impera soprattutto nelle fasce di maggiore ascolto, della Tv generalista sulle Reti Rai e Mediaset, nei programmi del pomeriggio e della sera.

Tv deficiente che influisce negativamente sulla vita di tutti noi, ma soprattutto su quella dei nostri figli, può creare nei ragazzi disagi intellettivi e valoriali, difficoltà nell'apprendimento, distorsioni nell'approccio con la realtà esterna, e nei conseguenti comportamenti personali e sociali, a casa, nel gruppo, a scuola e talvolta procura gravi danni nello sviluppo psicofisico di bambini e adolescenti che perfino debbono ricorrere alle cure di psicoterapeuti, quando i genitori sono avvertiti, o altrimenti maturano patologie, devianze, traumi senza che gli adulti ne siamo consapevoli.

Tv deficiente che mortifica l'intelligenza dei giovani assimilandoli a modelli ad uso e consumo del marketing, che confeziona per loro emozioni forti a buon mercato, veicola trasgressioni e perversioni ammantate di ordinaria normalità, che possono segnare il percorso di un'esistenza; Tv deficiente che affligge pure gli anziani, li deprime, li mette in ansia, li mette fuori gioco!

Di questa Tv deficiente dobbiamo prendere maggiore coscienza e preoccuparci più di quanto non abbiamo fatto finora, e contrastarla come cittadini-utenti, soprattutto come genitori responsabili dell'educazione dei nostri figli. Non possiamo ignorare che la Tv a tutt'oggi resta il principale mezzo di comunicazione di massa, che per definizione va ad influenzare la nostra vita, a formare le nostre opinioni, il nostro sentire sociale, i nostri stili di vita, le nostre tendenze al consumo, le nostre scelte politiche, le nostre scelte culturali, le nostre scelte religiose.

Dobbiamo capire che la Televisione generalista ci influenza comunque anche se non la vediamo, o l'accendiamo raramente perchè siamo emigrati sui canali tematici satellitari, ci influenza perchè i suoi contenuti travasano in tutti gli altri media e si propagano e si amplificano attraverso giornali, radio, pubblicità, spettacolo, moda, e vanno a forgiare il nostro vivere sociale, come ci vestiamo, parliamo, gesticoliamo, mangiamo, apprendiamo la realtà, tanto che anche la politica e l'informazione si sono progressivamente spettacolarizzate per compiacere alla Tv, una Tv che divenuta deficiente ha reso deficiente anche la politica e l'informazione.

E, dobbiamo invece credere in una Televisione migliore di quella che abbiamo oggi, una Televisione che torni a svolgere il ruolo sociale, che le compete di informare, divertire, formare i cittadini, dando priorità agli spettatori più piccoli, piuttosto che avvilire il pubblico con programmi che offendono l'intelligenza di grandi e piccini, programmi infarciti di idiozie, volgarità, turpiloqui, degrado e bassezze umane, violenze, propinati ad ogni ora anche durante le cosiddette fasce protette pomeridiane, programmi di cronaca morbosa e vojeristica, dove il gossip televisivo è diventato un genere, che ha contaminato anche l'informazione e la politica come abbiamo appena detto e lo vediamo negli scandali che si susseguono nella vita pubblica del nostro Paese, negli intrecci tra personaggi dello spettacolo, dello sport, della politica, dell'informazione uniti da storie di soldi, di droga e di sesso, di potere.

Una Tv per chi l'accende che soprattutto - ripeto - diseduca o peggio turba i bambini ed intristisce gli anziani - perchè sono rimasti soprattutto loro a vedere la Tv in casa - una Tv che demotiva i giovani, perchè non dà valori e ideali in cui credere, ne dà speranze, nè dà voglia di cambiamento, di contestare magari il sistema, di proporre il nuovo, che sono atteggiamenti tipici del ricambio generazionale, vitale per una società democratica.

Una Tv virtuale sempre più estranea al Paese reale, ma che si afferma come Paese reale, e ci convince tutti quanti che quello è il Paese reale, corrotto, violento, immorale, maleducato, sregolato, ignorante, deficiente e in qualche modo ci conforma a quel Paese.


Ecco lo scorso mese dopo la presentazione del libro ero ospite nel programma di Rai Tre "Cominciamo bene", dove si parlava di questa 'cattiva' televisione. E gli spettatori interpellati a casa via telefono ed internet hanno risposto al 97 per cento - pensate un risultato clamoroso - hanno risposto "sì questa televisione ci scandalizza". Tanto che io ho ribattuto: "questa è la riprova che i dati Auditel sono inaffidabili tanto più quando diamo ai famosi picchi d'ascolto il valore di consenso, e magari a casa il pubblico esclama : 'ma che schifo'! Però poi si va a riproporre quel personaggio, quell'argomento, quel linguaggio che hanno registrato il picco d'ascolto.

Ed ancora sono stata ospite in quei giorni nel programma "Italia sul Due" e li si parlava di Gossip e si chiedeva al pubblico se ce n'è troppo. E la gente per strada ha risposto sì, rimpiangendo la Tv del passato.

Ora sarebbe anacronistico parlare di Tv del passato - che oggi nei libri di comunicazione viene chiamata paleotelevisione - Tv, che però davvero quella italiana negli anni del monopolio Rai è stata forse insieme alla Bbc la migliore Televisione del mondo. Una Televisione che ha formato l'unità del Paese alla fine degli anni '50, un Italia che si affacciava alla modernità, dove moltissimi erano ancora gli analfabeti e moltissimi quelli che parlavano solo il dialetto. Una Televisione che a noi bambini, poi ragazzi e giovani ma a tutti quanti ha aperto soprattutto le porte sul mondo, ci ha fatto conoscere popoli, culture, storie di Paesi vicini e lontani, ci ha fatto amare il cinema internazionale, ci ha mostrato il teatro italiano ed estero, e cosi pure il ballo moderno e contemporaneo e la danza classica, ci ha fatto ascoltare musica di tutti i generi, ci ha informato con inchieste giornalistiche coraggiose ed originali e reportage d'attualità e documentari di storia, ci ha divertito in mille modi, anche con la pubblicità del mitico Carosello, che era un capolavoro sotto ogni aspetto; in realtà noi siamo la vera generazione televisiva, quella che ha una memoria televisiva che ci accomuna tutti.

Facciamo ora un salto in avanti e arriviamo alla fine degli anni '70, alla nascita della neotelevisione con l'avvento delle emittenti private, ed il sogno di liberalizzare l'etere. Si pensava allora di dare vita a tante Tv per sprigionare nuove energie nella comunicazione televisiva soprattutto a livello locale, per portare alla luce le istanze emergenti sul territorio in un'Italia cresciuta, più matura, pronta a maggior confronto e stimoli sul piano politico, sociale, culturale, religioso; ecco questo sogno s'infrange ben presto con l'affermarsi sul mercato di un unico soggetto di Tv commerciale assolutamente preponderante già all'inizio degli anni '80, che porterà ad instaurare un regime di duopolio televisivo: pubblico Rai /privato/Fininvest poi Mediaset, dove il polo privato anzi il monopolio privato s'impone in assenza di ogni normativa, ma che negli anni verrà consolidato da una serie di leggi ad hoc che ne legittimeranno l'anomalia tutta italiana. Anomalia che segnerà il declino progressivo della Televisione, assimilando la Tv pubblica in tutto e per tutto a quell'unico modello di Tv commerciale, che in assenza di vera concorrenza ha veicolato nel polo pubblico e privato la stessa Tv deficiente.
Noi tutti spettatori con l'avvento della neotelevisione siamo diventati una merce di scambio, ma non siamo protetti rispetto ad altri settore del commercio, dove il consumatore può contare su leggi e normative che ne tutelano salute e sicurezza.

Si perchè tutta la produzione televisiva oggi - ci piaccia o no - ruota intorno al concetto consumo, e trova il suo punto di forza nell'Auditel, ovvero in quel sistema di rilevamento degli ascolti televisivi, che ha codificato un cambiamento epocale nel modo di intendere la comunicazione televisiva finalizzata unicamente a vendere fette di pubblico, teste di spettatori, al mercato pubblicitario.
Ed i consumatori più appetibili sono proprio i bambini, i ragazzi, i giovani perchè sono più portati a spendere, a ricercare soddisfazione nell'acquisto, perchè sono più condizionabili dalle mode, dalle tendenze, più desiderosi di identificarsi con il gruppo e con le idee dominanti ed anche più soggetti perchè inesperti ad essere manipolati culturalmente, socialmente, politicamente.

Tutto questo sfugge al controllo democratico, perchè parlando di bambini, adolescenti, giovani mette fuori uso tutte le agenzie educative, deputate a formare la personalità fisica e psichica dei ragazzi: famiglia, scuola, parrocchia, associazioni sportive, e ricreative...
Che fare di fronte a modelli negativi propagati nelle nostre case attraverso la Tv, addomesticati nell'indifferenza sociale, sdoganati senza controllo di alcuna di quelle agenzie educative?

Questa Tv di mercato già disdicevole nei suoi obiettivi si basa per misurare il consenso su un sistema l'Auditel che in realtà è del tutto inaffidabile sul piano scientifico, si serve di un campione rimasto segreto da 20 anni, che può rispecchiare solo il 10 per cento non della popolazione italiana ma dei consumatori....... ; un sistema che fa riferimento a comportamenti umani assolutamente variabili e condizionabili, un sistema distorsivo per il modo in cui elabora i dati..........; un sistema fuorviante per l'uso che se ne fa nelle redazioni dei programmi e sempre più anche dei telegiornali.......

L'Auditel è frutto di un Patto che ha permesso di blindare il duopolio, impedendo la nascita di altri poli, privando l'emittenza privata di finanziamenti, e tagliando fuori gli spettatori dalla Tv, che non hanno alcuna voce in capitolo. E qui vi rimando alla lettura del mio libro "La favola dell'Auditel", una favola per sfornare dati di ascolto che servono solo a spartire la torta degli investimenti pubblicitari tra la Rai e Mediaset, che fanno solo finta ogni giorno di farsi la guerra, accreditandosi oltre il 90 per cento degli ascolti totali e accaparrandosi quasi il 95 per cento delle entrate pubblicitarie

Che fare? Io credo fermamente che si debba ripartire rilanciando la più grande azienda culturale del Paese, la nostra Tv pubblica. Un rilancio che è fallito all'epoca dei professori all'inizio della Seconda Repubblica quando era stato malamente progettato sulle ceneri di Tangentopoli, rilancio a tutt'oggi disatteso dai Cda della destra e della sinistra, rilancio che oggi non possiamo mancare, tanto è importante la Televisione nella vita di tutti noi, anche di chi e sono sempre di più non l'accendono mai o quasi mai, o sono emigrati sulla Tv satellitare, che non può comunque assolvere il ruolo sociale della Tv generalista.

Per questo ho scritto il libro "Dalla Tv...... per richiamare la responsabilità delle forze politiche e di tutta la società civile, anzitutto proprio i genitori che più subiscono la Tv deficiente sulla pelle dei loro figli . E questo, a supporto del dibattito che si appena aperto in Parlamento e fuori sul nuovo Disegno di Legge del ministro Gentiloni e soprattutto del dibattito sulle linee guida appena presentate dallo stesso ministro per riformare la Rai.

Entrando nei contenuti del libro, il libro racconta anche in modo divertente - se l'argomento non fosse tragico - la malagestione della Rai di questi ultimi 15 anni che hanno visto il vorticoso succedersi di eventi che sfuggono anche a chi li ha vissuti in prima persona, pensate che in 15 anni si sono avuti............

Ma come si è arrivati alla Tv deficiente?

Passando dalla lottizzazione partitica della Prima Repubblica, che rispondeva comunque a dei criteri di spartizione, all'occupazione totale anche dei luoghi fisici totale da parte della Politica e della Pubblicità, con la P maiuscola che sta per Potere, veicolo di interessi economici-finanziari, che sono trasversali all'intero arco parlamentare. Politica e Pubblicità che hanno sopraffatto la Televisione, l'hanno asservita ai loro interessi, e nel caso della Rai, hanno svuotato di significato la missione propria di Servizio pubblico.

La Tv deficiente non è un caso, non è una calamità naturale, ma è piuttosto un progetto, un progetto che arriva da lontano..... e che ha avuto infine lo scopo di abbassare il livello socioculturale del Paese, e in ultima istanza la consapevolezza dei cittadini di essere depositari di diritti, anche in ambito di comunicazione televisiva, non solo nella televisione pubblica ma anche privata e commerciale, che pure devono rispondere al Paese di quali effetti producono nella società.

Come liberarsi della Tv deficiente?

Anzitutto superando il duopolio della Tv generalista Rai-Mediaset, che è all'origine di tutti i mali, duopolio incentrato sull'Auditel.

Occorre allora superare un'impostazione assurda che vede soppesare allo stesso modo il polo pubblico che appartiene a tutti i cittadini e siamo 57 milioni di persone, ed il polo privato che appartiene ad un solo cittadino, unico caso al mondo, cittadino, che ricopre anche un ruolo di leader nella vita politica del Paese, e quindi, partecipa anche del Polo pubblico. Naturalmente non si tratta di un discorso politico-ideologico perchè lo stesso discorso andrebbe fatto se quell'unico cittadino anzichè chiamarsi Silvio Berlusconi portasse il nome di un leader dello schieramento opposto, come Massimo D'Alema, che più di una volta ha sorprendentemente difeso questo sistema di cose. C'è inoltre da segnalare un altro monopolio anch'esso da superare quello della Tv satellitare nelle mani di un altro magnate della comunicazione australiano.

Riassumendo occorre superare il duopolio, risolvere il conflitto d'interesse, dotare la Tv di sistemi di rilevamento quantitativi credibili sul piano scientifico e trasparenti nella gestione e ma anche di sistemi qualitativi, che più debbono contare per orientare la produzione dei programmi, solo cosi si potrà liberare la Rai dallo strapotere della Politica e della Pubblicità, che oggi sono padrone assolute della Tv e restituirla ai cittadini.
 
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