Ma l'Auditel non è una grande stronzata/truffa???

Roberta Gisotti
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Ma l'Auditel non è una grande stronzata/truffa???
Da "www.freeforumzone.com" 06/03/2010
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E' una bella differenza paragonare 15.000.000 di televisioni a 2.500, o sbaglio?

metalalby
sabato 6 marzo 2010 14.49
Nasce nel 1986, grazie un patto stretto tra la Rai, la Fininvest e l'UPA, (gli utenti della pubblicità) il più ridicolo e fittizio sistema di controllo nelle mani del potere economico: l'Auditel®.

Una società privata («in regime di monopolio»1) nelle mani delle seguenti società: Rai Spa, Utenti e pubblicità, Agenzie e Centri media, ed editori FIEG. I numeri che trasmette attraverso rivelazioni giornaliere (minuto per minuto), vengono interpretati con devozione quasi avessero facoltà divine, e infatti è proprio così: possono creare una carriera o distruggerla, modificare un intero palinsesto e muovere miliardi e miliardi di euro! Un potere enorme.
Il problema, come al solito, è che anche in questo caso abbiamo a che fare non con dati reali ma con banali e spesso erronee proiezioni statistiche. Non ci credete? Bene, allora dovete sapere che i dati dell'Auditel® vengono raccolti su un campione di 5.101 famiglie (consapevoli ovviamente di esserlo), distribuite nell'intero paese, a cui sono stati consegnati dei telecomandi molto particolari e un meter.

Con questi telecomandi speciali (più o meno uno per ogni costituente, dal capofamiglia al figlio piccolo, per un totale di circa 14.000 persone), e attraverso il meter, è possibile sapere cosa effettivamente stanno guardando in televisione in ogni momento, e da questo carpire le preferenze del piccino il pomeriggio, della mamma alla mattina e magari del papà in piena notte, per esempio.
I dati raccolti, tra le 2 e le 5 del mattino, vengono inviati attraverso la linea telefonica al centro di elaborazione dati della AGB-Italia che elabora e analizza le preferenze degli utenti. Tali preferenze, o meglio pseudo-preferenze, sono del tutto approssimative e imprecise, perchè non è possibile impedire a una persona l'uso di più telecomandi (il papà, per esempio, potrebbe usare quello del figlio di notte e viceversa), falsando di conseguenza i risultati; per non parlare poi degli errori grossolani da parte della stessa Auditel®: canali sintonizzati e orari di utilizzo errati.


Quando, allora, gli addetti ai lavori si gongolano parlando di un programma che ha fatto il 50% di share (cioè la metà delle televisioni in Italia) si riferiscono - e nessuno lo sottolinea - non a decine di milioni di televisioni, ma semplicemente alla metà del campione Auditel®, e quindi a poco più di 2.500 famiglie! Chiaro il giochetto?

E' una bella differenza paragonare 15.000.000 di televisioni a 2.500, o sbaglio?

Che merde...ma è tutta una grossa stronzata.
-Swanton-
sabato 6 marzo 2010 14.52
Shhh, non dirlo agli sponsor
metalalby
sabato 6 marzo 2010 14.54
Ma allora nn ci sono veramente 8.000.000 di persone che guardano AMICI....una bella notizia finalmente.
MorningGlory89
sabato 6 marzo 2010 14.54
E' chiaro che il risultato è poi allargato a tutto il campione che guarda la TV, fatte le dovute proporzioni.
Penso sia impossibile dare a tutti gli italiani l'aggeggio per l'auditel.
metalalby
sabato 6 marzo 2010 14.56
mi piacerebbe avere un info da qualke esperto di statistica.

Perchè a me sembra che un campione di soli 5.101 tv nel mercato Italiano...non abbia nessuna rilevanza statistica degna di nota.
jorge80
sabato 6 marzo 2010 15.13
ma io più che altro non ho mai capito a che cazzo serve a noi che guardiamo la tv... se io guardo un programma è perchè mi piace... non perchè lo guardano 8 milioni di italiani!!
gli unici a cui può servire sono le reti (che decidono se segare un programma o meno) e la pubblicità (che decide in che programmi investire)
riguardo alla tua domanda sul fatto che il campione è troopo piccolo l'unica cosa ch posso pensare è che se questa gente si fida dei dati auditel (investendoci soldi!!) allora evidentemente è un campione giusto
kla.72
sabato 6 marzo 2010 15.30
la scoperta della'acqua calda...
fino ad ora come eravate convinti che funzionasse l'auditel ?
Megablast
sabato 6 marzo 2010 15.38
Le 5 mila famiglie sono selezionate appositamente per estrazione sociale, componenti, tenore di vita, cultura e così via per essere in campione rappresentativo di un intera popolazione.

Se selezionate a dovere(e credo che sia così), 5 mila famiglie(quindi mediamente 12/15 mila persone), credo che possano essere,statisticamente, un campione rappresentativo della popolazione italiana.
Anzi,tolgo il credo.

Beata ignoranza.
metalalby
sabato 6 marzo 2010 15.43
statisticamente è valido che 14.000 persone (selezionate) ne rappresentino 40.000.000???
Megablast
sabato 6 marzo 2010 15.47
Anche di meno.
{DeeP}
sabato 6 marzo 2010 15.49
Geniaccio, secondo te come funzionano i sondaggi e gli studi statistici in generale?
KingOFKings24
sabato 6 marzo 2010 15.49
Re:
metalalby, 06/03/2010 15.43:

statisticamente è valido che 14.000 persone (selezionate) ne rappresentino 40.000.000???




Sì ma porcozzio te l'ha spiegato sopra Blast, sono selezionate in modo da essere il più possibile omogenee e in modo da avere un risultato il più possibile veritiero, in proporzione.
lucagianca
sabato 6 marzo 2010 15.56
Se gli danno tutto sto peso non penso sia frutto di statistiche fatte a cazzo. Ma non c'era qualcuno che studiava statistica nel forum?
El Scorcho
sabato 6 marzo 2010 15.59
Infatti questi dati vanno e vengono presi con le molle... per chi non è un addetto ai lavori e che si ritrova quindi a pensarla così. Ma diversamente non c'è poi altro mezzo per decidere le sorti di un palinsesto. Cioè, sono dati statistici, mica possono mettersi a rompere il cazzo all'intera popolazione riguardo ai propri gusti in fatto di televisione...
Megablast
sabato 6 marzo 2010 15.59
Re:
lucagianca, 06/03/2010 15.56:

Se gli danno tutto sto peso non penso sia frutto di statistiche fatte a cazzo. Ma non c'era qualcuno che studiava statistica nel forum?




Scirer, ma è passato all'altro mondo con nostro magno gaudio
metalalby
sabato 6 marzo 2010 16.01
ma se io corrompo queste persone e gli dico: "voi per 10 ore tenete accesa la tv su Canale 5 e in cambio vi do dei soldi o un HD ultracazzuto...." non imputtano tutto???

Anke se riesco a corromperne 200 sfalso tutto...o no?

Quindi...ke kazzo di attendibilità ha??
Rasenta lo zero.
KingOFKings24
sabato 6 marzo 2010 16.04
Di corrotto qua c'è solo il tuo cervello.
Megablast
sabato 6 marzo 2010 16.06
Re:
metalalby, 06/03/2010 16.01:

ma se io corrompo queste persone e gli dico: "voi per 10 ore tenete accesa la tv su Canale 5 e in cambio vi do dei soldi o un HD ultracazzuto...." non imputtano tutto???

Anke se riesco a corromperne 200 sfalso tutto...o no?

Quindi...ke kazzo di attendibilità ha??
Rasenta lo zero.




Sì ma che discorso è?

Anche se corrompo 1000 persone ogni seggio alle votazioni sfaso tutto,qui si parla di rilevanza stitistica.
metalalby
sabato 6 marzo 2010 16.11
sembra che qualcuno ci ha pensato prima di me...

www.youtube.com/watch?v=xsCYnjcupJw
Megablast
sabato 6 marzo 2010 16.16
Metalalby cristo iddio questa si chiama truffa ed è una cosa illegale.
El Scorcho
sabato 6 marzo 2010 16.17
Re:
metalalby, 06/03/2010 16.01:

ma se io corrompo queste persone e gli dico: "voi per 10 ore tenete accesa la tv su Canale 5 e in cambio vi do dei soldi o un HD ultracazzuto...." non imputtano tutto???

Anke se riesco a corromperne 200 sfalso tutto...o no?

Quindi...ke kazzo di attendibilità ha??
Rasenta lo zero.



Scopri l'acqua calda, veh.

Tecnicamente non deve servire a te, deve servire agli addetti ai lavori, che creano palinsesti basandosi su dati statistici e di conseguenza una sponsor sa se investire o meno su un dato prodotto.

Duck-billed Platypus
sabato 6 marzo 2010 16.24
Avevo letto un articolo dove veniva intervistata una famiglia che era parte del campione auditel. Mettevano in evidenza tutte le incongruenze e le mancanze del sistema di rilevazione e mi sono stupito di quante fossero.
metalalby
sabato 6 marzo 2010 16.32
Re:
Duck-billed Platypus, 06/03/2010 16.24:

Avevo letto un articolo dove veniva intervistata una famiglia che era parte del campione auditel. Mettevano in evidenza tutte le incongruenze e le mancanze del sistema di rilevazione e mi sono stupito di quante fossero.



forse queste parole..

"Personalmente ho conosciuto una ragazza che apparteneva ad una famiglia che possedeva un meter auditel e mi ha rivelato che tutte le regole che avrebbero dovuto seguire erano molto spesso ignorate. Ciascun membro di una famiglia dovrebbe cambiare telecomando ogni volta che guarda un programma, dovrebbe spegnere la Tv quando si allontana etc. etc."
El Scorcho
sabato 6 marzo 2010 16.43
Re: Re:
metalalby, 06/03/2010 16.32:



forse queste parole..

"Personalmente ho conosciuto una ragazza che apparteneva ad una famiglia che possedeva un meter auditel e mi ha rivelato che tutte le regole che avrebbero dovuto seguire erano molto spesso ignorate. Ciascun membro di una famiglia dovrebbe cambiare telecomando ogni volta che guarda un programma, dovrebbe spegnere la Tv quando si allontana etc. etc."



Sì, ma quindi? Sono cose che si sanno. Dov'è lo scandalo?

Duck-billed Platypus
sabato 6 marzo 2010 16.47
Re: Re:
metalalby, 06/03/2010 16.32:



forse queste parole..

"Personalmente ho conosciuto una ragazza che apparteneva ad una famiglia che possedeva un meter auditel e mi ha rivelato che tutte le regole che avrebbero dovuto seguire erano molto spesso ignorate. Ciascun membro di una famiglia dovrebbe cambiare telecomando ogni volta che guarda un programma, dovrebbe spegnere la Tv quando si allontana etc. etc."


Dicevano più o meno queste cose ma in più aggiungevano che alla fine si erano trasferiti e non avevano comunicato nulla a quelli dell'Auditel.
.TST.
sabato 6 marzo 2010 17.01
Leggete e riflettete...
L'auditel è un sistema truffa, tramite cui pochi eletti decidono le sorti di programmi visti ed amati da milioni di persone


"All'Auditel si può barare"


Ha contribuito con un semplice, piccolo gesto, alla fortuna o alla disgrazia di programmi e conduttori. Ha condizionato le scelte degli investitori pubblicitari, ha mosso milioni, ha fatto piangere soubrette, creato fenomeni, affossato divi. Gabriella Bosio per 15 anni ha avuto il meter sul televisore: arpista, single, senza figli, è stata uno dei «campioni» scelti dall'Auditel per rilevare gli ascolti della tivù italiana. Non ha mai ricevuto una lira, per il periodo di attività l'hanno vincolata alla riservatezza, ma senza pressioni. «Se avessi parlato, non sarei più stata nell'Auditel, tutto lì».

Quando ha lasciato la «carica»?
«L'anno scorso».

Com'era cominciata?
«Mi telefonò una signora dalla voce anzianotta, credevo fosse uno scherzo. Mi propose di far parte del campione Auditel. Io risposi che guardavo poco la tivù, e più o meno sempre le stesse cose, alle stesse ore. Inoltre, avevo un televisore molto vecchio, che per motivi suoi, quando si accendeva si sintonizzava sempre e solo su Rete 4. Mi rispose che non c'era problema, perchè la rilevazione cominciava dopo dieci minuti. Ho accettato, mi hanno messo il meter. Per 15 anni un tecnico si presentava periodicamente a casa mia. Ogni tanto mi cambiava la scatola e, se c'era qualche problema, lo risolveva. Sarebbe stato comodo adesso, con il passaggio al digitale terrestre».

Lei che cosa fa nella vita?
«Da 35 anni insegno arpa nei Conservatori. Reggio Calabria, Brescia e dal '79 Torino, dove mi sono diplomata».

Si rende conto di essere un personaggio da fantascienza, per la tivù italiana, la nicchia della nicchia?
«Si vede che ero funzionale alla campionatura».

Che cosa vuol dire, materialmente, avere il meter?
«Semplicissimo. Si accende la tele, e subito dopo si avvia il telecomando del meter. Si indica il numero di persone che seguono il programma, l'età, il sesso. Poi si segnala quando si va in vacanza. Poi basta. Ma ti controllano. Io una volta dimenticai di segnalare la vacanza e me lo fecero rilevare».

Si sentiva spiata?
«Ma no».

Lei poteva accendere la tele e non guardarla?
«E certo».

Anche andarsene di casa? «Ci potevano essere controlli casuali, però sì, lo potevo fare».

L'ha fatto?
«Una volta non riuscivo a vedere Report e volevo alzargli l'ascolto. Ho acceso la tele e sono uscita».

Poteva anche barare sul numero di spettatori davanti alla tv? «E certo».

L'ha mai fatto?
«No, tra noi c'era un patto tra gentiluomini. Lo avrei fatto solo se mi avessero corrotto».

Prego?
«Ma sì, mi dicevo, vuoi che nessuno venga a propormi qualche conveniente accordo per l'ascolto? Oh, zero: nessuno, mai».

Che effetto le faceva questo potere artistico e economico?
«Una bella soddisfazione».

Si sentiva responsabile?
«Le mie erano scelte consapevoli, avevo ben presente le conseguenze del mio gesto».

E la società Auditel che cosa le dava?
«Ogni anno, un premio scelto da un catalogo tipo quello dei punti della benzina: un frullatore, una macchina per fare il pane, una gelatiera, cose così».

Come mai è stata «campione» per 15 anni, mentre di solito i cambi avvengono ogni due o tre?
«Perchè il mio "status sociale" non era cambiato, e un campione come il mio serviva sempre».

Ha contribuito al successo di chi?
«Del caso Franzoni. Ero una fan assoluta della vicenda, la guardavo dovunque la trovassi. Non male neanche Erica e Omar».

Fiction?
«Mai».

Fiorello?
«Non l'avevo capito, credevo ancora fosse stupido, così me lo sono perso».

Panariello?
«Mai visto».

I reality?
«Mai visti».

Telefilm?
«Il tenente Colombo».

Festival di Sanremo? «Un pezzetto ogni anno. Più la finale di Miss Italia. Insomma, io li ho informati subito del mio rapporto con la tivù: a colazione sento la radio; a pranzo vedo tre tg; ma ho fatto alzare l'audience della Prova del cuoco con la Clerici, ai tempi, di Fazio prima che esplodesse. La sera guardo l'informazione».

E Vespa?
«Per la Franzoni e Novi Ligure, poi meno».

A chi abbassava l'audience?
«Quando spuntavano Belpietro, Giovanardi, Ghedini, zàc, li toglievo immediatamente».

Chi le deve un po' del suo successo?
«La Dandini, Per un pugno di libri, Prima della prima, il concerto di Capodanno da Vienna o Venezia, Gran concerto».

Le dà fastidio che la musica in televisione sia così marginale?
«No. Io la musica la vado a sentire nelle sale. E se non lavoro, preferisco sentir parlare che sentir suonare».
.TST.
sabato 6 marzo 2010 17.13
Io direi che dopo questa possiamo anche chiudere il topic


"L'Auditel era il nostro incubo così lo abbiamo imbrogliato"
Svelati i trucchi per orientare le rilevazioni "Mi divertivo ad aggiungere e togliere spettatori"
Roberta Gisotti
Fonte: Repubblica.it

Sant'Oreste, paesino vicino Roma, 3500 abitanti. Il telefono squilla in casa Capelli e Benedetta risponde. "Pronto e' la signora Adria Abballe?", chiede una voce maschile; "No, sono la figlia, dica pure...". Inizia così l'avventura tragicomica di una famiglia-campione Auditel. E' un giorno dell'ottobre 2001, Benedetta 27 anni, aspirante giornalista, laureata in Lettere, resta incuriosita da quella telefonata: un operatore dell'Agb Italia le propone di entrare nel circolo esclusivo delle persone che scelgono la tv per tutti gli italiani. Ne parla con i genitori, Renzo, 64 anni, dirigente in pensione della Provincia di Roma, ed Adria, 61 anni, titolare di un bar, e poi con la sorella Tiziana, 30 anni sposata, che abita nei pressi.

Benedetta vorrebbe accettare, da poco in casa hanno comprato il decoder per la tv satellitare, e dunque perche' negarsi quest'altra possibilita' di avere anche il meter, tanto non costa nulla, non incide sui consumi di elettricita' e di telefono, come le ha spiegato l'operatore. Chissa' come ci hanno scelto? Sara' perche' - pensa Benedetta - Abballe, il cognome di mamma, e' il secondo sull'elenco del telefono, mentre il primo e' di una vecchietta, e a Sant'Oreste gli serviva una sola famiglia, L'operatore intanto richiama e Benedetta fissa un appuntamento.

Questa volta squilla il campanello, Benedetta apre la porta ed entrano un tecnico ed un signore che inizia a fare domande sulla famiglia, come vivono, cosa comprano, quanti televisori hanno e quanta tv vedono ogni giorno?.. A dire il vero i Capelli non hanno ancora preso la decisione, ma il tecnico comincia a montare due meter, uno in salotto e l'altro in camera di Benedetta, che accetta contenta, mentre il papa' e' perplesso ma la mamma ha gia' scelto il regalo che l'Auditel offre alla famiglia per il disturbo, un frullatore, che arriva pero' dopo molti mesi, con gran delusione di Adria, che sperava anche di ricevere gli altri regali promessi per gli anni a seguire, e che invece non sono mai arrivati.

Cosa e' successo dopo quel giorno?
"E' successo che ci siamo comportati davvero male. All'inizio l'unica convinta di assumere quell'impegno ero io, papa' non ci ha mai creduto e questo incarico l'ha sofferto da subito e mamma invece ha assecondato la mia scelta senza farsi troppi problemi".

Che vuol dire?
"Per circa sei mesi ho cercato di fare il mio dovere, quando accendevo la tv mi registravo sul telecomando collegato al meter, ma devo dire la verita' che se mi allontanavo certo non riprendevo il telecomando per segnalare che andavo via per poi registrarmi di nuovo quando magari tornavo dopo essere stata in bagno o in cucina a bere o aver risposto al telefono. E' impossibile pretendere tutto cio'. Capitava anche che in buona fede dimenticassi la tv accesa o che mi addormentassi mentre vedevo un programma. Non c'e' mica il tasto per chi dorme".

E i tuoi genitori cosa facevano?
"Beh papa' era seccato, per quella scritta che compare sul meter quando uno accende la tv e ti chiede "Chi e' presente?" e tu devi registrarti sul tuo tasto del telecomando, e se non lo fai la scritta continua a scorrere come un serpentone, finche' non rispondi e dopo un po' ti richiede "stesse persone"?, questa volta se non rispondi la scritta scompare, ma dopo un po' ricompare. Insomma una scocciatura. Mio padre era anche molto infastidito dalla luce della scritta, che lo distraeva dalla visione".

E allora cosa accadeva?
"Accadeva che io e papa' ci registravamo sulla tv del salone solo una prima volta, ma poi se papa' si spostava nella mia camera per vedere un programma diverso, lì si registrava con il tasto di mamma per non avere la doppia seccatura di segnalare due volte che si allontanava da un apparecchio e che ne accendeva un altro. E quindi alla fine risultavamo in tre a vedere la tv mentre eravamo in due. Insomma le avevamo scoperte tutte le scappatoie da veri sfaticati."

E la mamma che rapporto aveva con il meter?
"Lo ignorava, punto e basta. Tanto che dopo un po' di tempo ci e' arrivata una "letteraccia" dell'Auditel. Io mi sono un po' dispiaciuta ma mamma ha alzato le spalle e ha continuato fare come prima."

Cioe'?
"L'Auditel ci richiamava a fare il nostro dovere, perche' mamma i pomeriggi che era in casa accendeva la tv ma non si registrava e quindi la scritta 'Chi e' presente?' compariva per ore. Spesso la tv era accesa e nessuno la guardava, ma l'Auditel pretende che qualcuno si registri sempre. Mamma diceva che lei non aveva tempo da perdere per quello stupido aggeggio, tanto piu' che passati i primi mesi ci eravamo tutti resi conto che il sistema di rilevamento faceva acqua da tutte le parti. Così anch'io ho preso gusto a prendermi gioco del meter".

Che cosa facevi?
"Tanto per cominciare se c'erano amici e parenti in casa a vedere la tv non li segnalavo mai, perche' era troppo fastidioso mettersi lì a spingere il tasto ospiti sul telecomando, e poi rispondere alla domande su quanti erano, che eta' avevano e pure se erano maschi e femmine. Ma figuratevi se uno sta guardando magari la partita di calcio e si perde un gol per indicare il sesso dell'ospite. Insomma, ho imbrogliato. Mi divertivo ad aggiungere o togliere pubblico a qualche trasmissione anche per motivi politici e ideologici. O semplicemente per antipatia verso un certo programma".

Ma non avete pensato di uscire dal campione?
"Certo che sì, mio padre lo andava ripetendo al tecnico, un ragazzo di Viterbo, che ogni tre mesi circa tornava in casa nostra e armeggiava con un computer portatile collegato ai nostri meter".

Siete rimasti nel campione vostro malgrado per oltre 3 anni?
"Sì ogni volta papa' insisteva di togliere i meter ma il tecnico ce li lasciava e allora sono rimasti del tutto incustoditi, soprattutto dopo che un anno e mezzo fa sono andata via di casa e mi sono trasferita a Roma".

Avete avvertito l'Auditel di questo trasferimento?
"No, ormai l'Auditel lo subivamo e basta."

Che giudizio dai di questa esperienza?
"Assolutamente negativa, e pensare che io ero partita con le migliori intenzioni, ma questo rilevamento e' proprio inaffidabile. Noi tutti in casa, volontariamente o no, siano stati dei mistificatori. Ma ora con l'Auditel abbiamo chiuso".
MarcoDS.
sabato 6 marzo 2010 17.17
Re:
Megablast, 06/03/2010 15.38:

Le 5 mila famiglie sono selezionate appositamente per estrazione sociale, componenti, tenore di vita, cultura e così via per essere in campione rappresentativo di un intera popolazione.

Se selezionate a dovere(e credo che sia così), 5 mila famiglie(quindi mediamente 12/15 mila persone), credo che possano essere,statisticamente, un campione rappresentativo della popolazione italiana.
Anzi,tolgo il credo.

Beata ignoranza.



Io sono laureato in Scienze Statistiche ed Economiche ed è proprio come dice Megablast. L'intera statistica si basa su rilevazioni campionarie di questo tipo e ci sono appositi modelli matematici per definire un campione rappresentativo (la stragrande maggioranza dei sondaggi non supera le mille persone chiamate a rispondere e gli si dà valenza globale). Comunque basta pensare anche a quanto si avvicinano alla realtà le prime proiezioni politiche delle elezioni fatte su un piccolo campione reale e omogeneo di schede rispetto ad esempio agli exit poll, che sbagliano spesso perchè c'è molta gente che si rifiuta di rispondere facendo sballare i dati. Appena arrivano le prime proiezioni vere difficilmente la forchetta di dati è sballata anche se mancano da scrutinare una marea di schede. Se il campione è costruito bene bastano poche migliaia di persone senza dubbio per avere un dato significativo (il che magari vuol dire che se leggiamo "ha fatto il 50% di share" statisticamente in quel caso forse vuol dire che ha il 95% di probabilità di aver fatto un risultato fra il 49 e il 51 e ogni punto che si allontana da quel 50 diventa sempre meno probabile... alla fine poi l'Auditel è uno strumento ad uso e consumo del mercato pubblicitario diventato di uso comune perchè alla gente interessa sapere i programmi più visti, quindi sono i pubblicitari interessati a quei dati e state sicuri che se avessero dei dubbi sulla loro veridicità sarebbero i primi a protestare...).

Ovviamente se poi le famiglie le selezionano alla cazzo è un altro discorso e può venire fuori qualsiasi cosa...
.TST.
sabato 6 marzo 2010 17.21
Re: Re: Re:
El Scorcho, 06/03/2010 16.43:



Sì, ma quindi? Sono cose che si sanno. Dov'è lo scandalo?





Lo scandalo è che è un sistema che fa il bello ed il cattivo tempo sulla sorte dei programmi della Tv italiana. Un sistema inattendibile, falsificabile, antiquato ed obsoleto, fatto passare come la cartina tornasole della popolarità e successo di un determinato programma, che stabilisce cosa merita di stare in tv e cosa non lo merita. La gente deve sapere che quando gli viene cancellato il proprio telefilm o varietà preferito, ciò è stato deciso da 5 mila misere famiglie italiane che non rispettano neanche le regole sul corretto uso dello strumento che gli viene dato.
MarcoDS.
sabato 6 marzo 2010 17.32
www.auditel.it/faq.htm

Qua comunque per chi è interessato ci sono diverse spiegazioni. E' molto importante il discorso della stratificazione. Perchè una delle critiche principali è "proprio come agli exit poll quelli di centrodestra non rispondono spesso e nelle ultime elezioni sono sempre stati sottostimati rispetto ai dati reali allora anche l'auditel ha dati fasulli perchè in molti non lo accettano in casa e quindi categorie di popolazione vengono cancellate". Negli exit poll la stratificazione è minima e mi sa che riguarda solo sesso, età e luogo. Se c'è una stratificazione fatta meglio tenendo conto di altre variabili se una famiglia con due figli del nord di una certa estrazione sociale con il capofamiglia operaio non accetta il meter, l'Auditel ne cerca un'altra con le stesse caratteristiche non la va a sostituire con un single di Napoli dirigente d'azienda...
metalalby
sabato 6 marzo 2010 14.49
Nasce nel 1986, grazie un patto stretto tra la Rai, la Fininvest e l'UPA, (gli utenti della pubblicità) il più ridicolo e fittizio sistema di controllo nelle mani del potere economico: l'Auditel®.

Una società privata («in regime di monopolio»1) nelle mani delle seguenti società: Rai Spa, Utenti e pubblicità, Agenzie e Centri media, ed editori FIEG. I numeri che trasmette attraverso rivelazioni giornaliere (minuto per minuto), vengono interpretati con devozione quasi avessero facoltà divine, e infatti è proprio così: possono creare una carriera o distruggerla, modificare un intero palinsesto e muovere miliardi e miliardi di euro! Un potere enorme.
Il problema, come al solito, è che anche in questo caso abbiamo a che fare non con dati reali ma con banali e spesso erronee proiezioni statistiche. Non ci credete? Bene, allora dovete sapere che i dati dell'Auditel® vengono raccolti su un campione di 5.101 famiglie (consapevoli ovviamente di esserlo), distribuite nell'intero paese, a cui sono stati consegnati dei telecomandi molto particolari e un meter.

Con questi telecomandi speciali (più o meno uno per ogni costituente, dal capofamiglia al figlio piccolo, per un totale di circa 14.000 persone), e attraverso il meter, è possibile sapere cosa effettivamente stanno guardando in televisione in ogni momento, e da questo carpire le preferenze del piccino il pomeriggio, della mamma alla mattina e magari del papà in piena notte, per esempio.
I dati raccolti, tra le 2 e le 5 del mattino, vengono inviati attraverso la linea telefonica al centro di elaborazione dati della AGB-Italia che elabora e analizza le preferenze degli utenti. Tali preferenze, o meglio pseudo-preferenze, sono del tutto approssimative e imprecise, perchè non è possibile impedire a una persona l'uso di più telecomandi (il papà, per esempio, potrebbe usare quello del figlio di notte e viceversa), falsando di conseguenza i risultati; per non parlare poi degli errori grossolani da parte della stessa Auditel®: canali sintonizzati e orari di utilizzo errati.


Quando, allora, gli addetti ai lavori si gongolano parlando di un programma che ha fatto il 50% di share (cioè la metà delle televisioni in Italia) si riferiscono - e nessuno lo sottolinea - non a decine di milioni di televisioni, ma semplicemente alla metà del campione Auditel®, e quindi a poco più di 2.500 famiglie! Chiaro il giochetto?

E' una bella differenza paragonare 15.000.000 di televisioni a 2.500, o sbaglio?

Che merde...ma è tutta una grossa stronzata.
-Swanton-
sabato 6 marzo 2010 14.52
Shhh, non dirlo agli sponsor
metalalby
sabato 6 marzo 2010 14.54
Ma allora nn ci sono veramente 8.000.000 di persone che guardano AMICI....una bella notizia finalmente.
MorningGlory89
sabato 6 marzo 2010 14.54
E' chiaro che il risultato è poi allargato a tutto il campione che guarda la TV, fatte le dovute proporzioni.
Penso sia impossibile dare a tutti gli italiani l'aggeggio per l'auditel.
metalalby
sabato 6 marzo 2010 14.56
mi piacerebbe avere un info da qualke esperto di statistica.

Perchè a me sembra che un campione di soli 5.101 tv nel mercato Italiano...non abbia nessuna rilevanza statistica degna di nota.
jorge80
sabato 6 marzo 2010 15.13
ma io più che altro non ho mai capito a che cazzo serve a noi che guardiamo la tv... se io guardo un programma è perchè mi piace... non perchè lo guardano 8 milioni di italiani!!
gli unici a cui può servire sono le reti (che decidono se segare un programma o meno) e la pubblicità (che decide in che programmi investire)
riguardo alla tua domanda sul fatto che il campione è troopo piccolo l'unica cosa ch posso pensare è che se questa gente si fida dei dati auditel (investendoci soldi!!) allora evidentemente è un campione giusto
kla.72
sabato 6 marzo 2010 15.30
la scoperta della'acqua calda...
fino ad ora come eravate convinti che funzionasse l'auditel ?
Megablast
sabato 6 marzo 2010 15.38
Le 5 mila famiglie sono selezionate appositamente per estrazione sociale, componenti, tenore di vita, cultura e così via per essere in campione rappresentativo di un intera popolazione.

Se selezionate a dovere(e credo che sia così), 5 mila famiglie(quindi mediamente 12/15 mila persone), credo che possano essere,statisticamente, un campione rappresentativo della popolazione italiana.
Anzi,tolgo il credo.

Beata ignoranza.
metalalby
sabato 6 marzo 2010 15.43
statisticamente è valido che 14.000 persone (selezionate) ne rappresentino 40.000.000???
Megablast
sabato 6 marzo 2010 15.47
Anche di meno.
{DeeP}
sabato 6 marzo 2010 15.49
Geniaccio, secondo te come funzionano i sondaggi e gli studi statistici in generale?
KingOFKings24
sabato 6 marzo 2010 15.49
Re:
metalalby, 06/03/2010 15.43:

statisticamente è valido che 14.000 persone (selezionate) ne rappresentino 40.000.000???




Sì ma porcozzio te l'ha spiegato sopra Blast, sono selezionate in modo da essere il più possibile omogenee e in modo da avere un risultato il più possibile veritiero, in proporzione.
lucagianca
sabato 6 marzo 2010 15.56
Se gli danno tutto sto peso non penso sia frutto di statistiche fatte a cazzo. Ma non c'era qualcuno che studiava statistica nel forum?
El Scorcho
sabato 6 marzo 2010 15.59
Infatti questi dati vanno e vengono presi con le molle... per chi non è un addetto ai lavori e che si ritrova quindi a pensarla così. Ma diversamente non c'è poi altro mezzo per decidere le sorti di un palinsesto. Cioè, sono dati statistici, mica possono mettersi a rompere il cazzo all'intera popolazione riguardo ai propri gusti in fatto di televisione...
Megablast
sabato 6 marzo 2010 15.59
Re:
lucagianca, 06/03/2010 15.56:

Se gli danno tutto sto peso non penso sia frutto di statistiche fatte a cazzo. Ma non c'era qualcuno che studiava statistica nel forum?




Scirer, ma è passato all'altro mondo con nostro magno gaudio
metalalby
sabato 6 marzo 2010 16.01
ma se io corrompo queste persone e gli dico: "voi per 10 ore tenete accesa la tv su Canale 5 e in cambio vi do dei soldi o un HD ultracazzuto...." non imputtano tutto???

Anke se riesco a corromperne 200 sfalso tutto...o no?

Quindi...ke kazzo di attendibilità ha??
Rasenta lo zero.
KingOFKings24
sabato 6 marzo 2010 16.04
Di corrotto qua c'è solo il tuo cervello.
Megablast
sabato 6 marzo 2010 16.06
Re:
metalalby, 06/03/2010 16.01:

ma se io corrompo queste persone e gli dico: "voi per 10 ore tenete accesa la tv su Canale 5 e in cambio vi do dei soldi o un HD ultracazzuto...." non imputtano tutto???

Anke se riesco a corromperne 200 sfalso tutto...o no?

Quindi...ke kazzo di attendibilità ha??
Rasenta lo zero.




Sì ma che discorso è?

Anche se corrompo 1000 persone ogni seggio alle votazioni sfaso tutto,qui si parla di rilevanza stitistica.
metalalby
sabato 6 marzo 2010 16.11
sembra che qualcuno ci ha pensato prima di me...

www.youtube.com/watch?v=xsCYnjcupJw
Megablast
sabato 6 marzo 2010 16.16
Metalalby cristo iddio questa si chiama truffa ed è una cosa illegale.
El Scorcho
sabato 6 marzo 2010 16.17
Re:
metalalby, 06/03/2010 16.01:

ma se io corrompo queste persone e gli dico: "voi per 10 ore tenete accesa la tv su Canale 5 e in cambio vi do dei soldi o un HD ultracazzuto...." non imputtano tutto???

Anke se riesco a corromperne 200 sfalso tutto...o no?

Quindi...ke kazzo di attendibilità ha??
Rasenta lo zero.



Scopri l'acqua calda, veh.

Tecnicamente non deve servire a te, deve servire agli addetti ai lavori, che creano palinsesti basandosi su dati statistici e di conseguenza una sponsor sa se investire o meno su un dato prodotto.

Duck-billed Platypus
sabato 6 marzo 2010 16.24
Avevo letto un articolo dove veniva intervistata una famiglia che era parte del campione auditel. Mettevano in evidenza tutte le incongruenze e le mancanze del sistema di rilevazione e mi sono stupito di quante fossero.
metalalby
sabato 6 marzo 2010 16.32
Re:
Duck-billed Platypus, 06/03/2010 16.24:

Avevo letto un articolo dove veniva intervistata una famiglia che era parte del campione auditel. Mettevano in evidenza tutte le incongruenze e le mancanze del sistema di rilevazione e mi sono stupito di quante fossero.



forse queste parole..

"Personalmente ho conosciuto una ragazza che apparteneva ad una famiglia che possedeva un meter auditel e mi ha rivelato che tutte le regole che avrebbero dovuto seguire erano molto spesso ignorate. Ciascun membro di una famiglia dovrebbe cambiare telecomando ogni volta che guarda un programma, dovrebbe spegnere la Tv quando si allontana etc. etc."
El Scorcho
sabato 6 marzo 2010 16.43
Re: Re:
metalalby, 06/03/2010 16.32:



forse queste parole..

"Personalmente ho conosciuto una ragazza che apparteneva ad una famiglia che possedeva un meter auditel e mi ha rivelato che tutte le regole che avrebbero dovuto seguire erano molto spesso ignorate. Ciascun membro di una famiglia dovrebbe cambiare telecomando ogni volta che guarda un programma, dovrebbe spegnere la Tv quando si allontana etc. etc."



Sì, ma quindi? Sono cose che si sanno. Dov'è lo scandalo?

Duck-billed Platypus
sabato 6 marzo 2010 16.47
Re: Re:
metalalby, 06/03/2010 16.32:



forse queste parole..

"Personalmente ho conosciuto una ragazza che apparteneva ad una famiglia che possedeva un meter auditel e mi ha rivelato che tutte le regole che avrebbero dovuto seguire erano molto spesso ignorate. Ciascun membro di una famiglia dovrebbe cambiare telecomando ogni volta che guarda un programma, dovrebbe spegnere la Tv quando si allontana etc. etc."


Dicevano più o meno queste cose ma in più aggiungevano che alla fine si erano trasferiti e non avevano comunicato nulla a quelli dell'Auditel.
.TST.
sabato 6 marzo 2010 17.01
Leggete e riflettete...
L'auditel è un sistema truffa, tramite cui pochi eletti decidono le sorti di programmi visti ed amati da milioni di persone


"All'Auditel si può barare"


Ha contribuito con un semplice, piccolo gesto, alla fortuna o alla disgrazia di programmi e conduttori. Ha condizionato le scelte degli investitori pubblicitari, ha mosso milioni, ha fatto piangere soubrette, creato fenomeni, affossato divi. Gabriella Bosio per 15 anni ha avuto il meter sul televisore: arpista, single, senza figli, è stata uno dei «campioni» scelti dall'Auditel per rilevare gli ascolti della tivù italiana. Non ha mai ricevuto una lira, per il periodo di attività l'hanno vincolata alla riservatezza, ma senza pressioni. «Se avessi parlato, non sarei più stata nell'Auditel, tutto lì».

Quando ha lasciato la «carica»?
«L'anno scorso».

Com'era cominciata?
«Mi telefonò una signora dalla voce anzianotta, credevo fosse uno scherzo. Mi propose di far parte del campione Auditel. Io risposi che guardavo poco la tivù, e più o meno sempre le stesse cose, alle stesse ore. Inoltre, avevo un televisore molto vecchio, che per motivi suoi, quando si accendeva si sintonizzava sempre e solo su Rete 4. Mi rispose che non c'era problema, perchè la rilevazione cominciava dopo dieci minuti. Ho accettato, mi hanno messo il meter. Per 15 anni un tecnico si presentava periodicamente a casa mia. Ogni tanto mi cambiava la scatola e, se c'era qualche problema, lo risolveva. Sarebbe stato comodo adesso, con il passaggio al digitale terrestre».

Lei che cosa fa nella vita?
«Da 35 anni insegno arpa nei Conservatori. Reggio Calabria, Brescia e dal '79 Torino, dove mi sono diplomata».

Si rende conto di essere un personaggio da fantascienza, per la tivù italiana, la nicchia della nicchia?
«Si vede che ero funzionale alla campionatura».

Che cosa vuol dire, materialmente, avere il meter?
«Semplicissimo. Si accende la tele, e subito dopo si avvia il telecomando del meter. Si indica il numero di persone che seguono il programma, l'età, il sesso. Poi si segnala quando si va in vacanza. Poi basta. Ma ti controllano. Io una volta dimenticai di segnalare la vacanza e me lo fecero rilevare».

Si sentiva spiata?
«Ma no».

Lei poteva accendere la tele e non guardarla?
«E certo».

Anche andarsene di casa? «Ci potevano essere controlli casuali, però sì, lo potevo fare».

L'ha fatto?
«Una volta non riuscivo a vedere Report e volevo alzargli l'ascolto. Ho acceso la tele e sono uscita».

Poteva anche barare sul numero di spettatori davanti alla tv? «E certo».

L'ha mai fatto?
«No, tra noi c'era un patto tra gentiluomini. Lo avrei fatto solo se mi avessero corrotto».

Prego?
«Ma sì, mi dicevo, vuoi che nessuno venga a propormi qualche conveniente accordo per l'ascolto? Oh, zero: nessuno, mai».

Che effetto le faceva questo potere artistico e economico?
«Una bella soddisfazione».

Si sentiva responsabile?
«Le mie erano scelte consapevoli, avevo ben presente le conseguenze del mio gesto».

E la società Auditel che cosa le dava?
«Ogni anno, un premio scelto da un catalogo tipo quello dei punti della benzina: un frullatore, una macchina per fare il pane, una gelatiera, cose così».

Come mai è stata «campione» per 15 anni, mentre di solito i cambi avvengono ogni due o tre?
«Perchè il mio "status sociale" non era cambiato, e un campione come il mio serviva sempre».

Ha contribuito al successo di chi?
«Del caso Franzoni. Ero una fan assoluta della vicenda, la guardavo dovunque la trovassi. Non male neanche Erica e Omar».

Fiction?
«Mai».

Fiorello?
«Non l'avevo capito, credevo ancora fosse stupido, così me lo sono perso».

Panariello?
«Mai visto».

I reality?
«Mai visti».

Telefilm?
«Il tenente Colombo».

Festival di Sanremo? «Un pezzetto ogni anno. Più la finale di Miss Italia. Insomma, io li ho informati subito del mio rapporto con la tivù: a colazione sento la radio; a pranzo vedo tre tg; ma ho fatto alzare l'audience della Prova del cuoco con la Clerici, ai tempi, di Fazio prima che esplodesse. La sera guardo l'informazione».

E Vespa?
«Per la Franzoni e Novi Ligure, poi meno».

A chi abbassava l'audience?
«Quando spuntavano Belpietro, Giovanardi, Ghedini, zàc, li toglievo immediatamente».

Chi le deve un po' del suo successo?
«La Dandini, Per un pugno di libri, Prima della prima, il concerto di Capodanno da Vienna o Venezia, Gran concerto».

Le dà fastidio che la musica in televisione sia così marginale?
«No. Io la musica la vado a sentire nelle sale. E se non lavoro, preferisco sentir parlare che sentir suonare».
.TST.
sabato 6 marzo 2010 17.13
Io direi che dopo questa possiamo anche chiudere il topic


"L'Auditel era il nostro incubo così lo abbiamo imbrogliato"
Svelati i trucchi per orientare le rilevazioni "Mi divertivo ad aggiungere e togliere spettatori"
Roberta Gisotti
Fonte: Repubblica.it

Sant'Oreste, paesino vicino Roma, 3500 abitanti. Il telefono squilla in casa Capelli e Benedetta risponde. "Pronto e' la signora Adria Abballe?", chiede una voce maschile; "No, sono la figlia, dica pure...". Inizia così l'avventura tragicomica di una famiglia-campione Auditel. E' un giorno dell'ottobre 2001, Benedetta 27 anni, aspirante giornalista, laureata in Lettere, resta incuriosita da quella telefonata: un operatore dell'Agb Italia le propone di entrare nel circolo esclusivo delle persone che scelgono la tv per tutti gli italiani. Ne parla con i genitori, Renzo, 64 anni, dirigente in pensione della Provincia di Roma, ed Adria, 61 anni, titolare di un bar, e poi con la sorella Tiziana, 30 anni sposata, che abita nei pressi.

Benedetta vorrebbe accettare, da poco in casa hanno comprato il decoder per la tv satellitare, e dunque perche' negarsi quest'altra possibilita' di avere anche il meter, tanto non costa nulla, non incide sui consumi di elettricita' e di telefono, come le ha spiegato l'operatore. Chissa' come ci hanno scelto? Sara' perche' - pensa Benedetta - Abballe, il cognome di mamma, e' il secondo sull'elenco del telefono, mentre il primo e' di una vecchietta, e a Sant'Oreste gli serviva una sola famiglia, L'operatore intanto richiama e Benedetta fissa un appuntamento.

Questa volta squilla il campanello, Benedetta apre la porta ed entrano un tecnico ed un signore che inizia a fare domande sulla famiglia, come vivono, cosa comprano, quanti televisori hanno e quanta tv vedono ogni giorno?.. A dire il vero i Capelli non hanno ancora preso la decisione, ma il tecnico comincia a montare due meter, uno in salotto e l'altro in camera di Benedetta, che accetta contenta, mentre il papa' e' perplesso ma la mamma ha gia' scelto il regalo che l'Auditel offre alla famiglia per il disturbo, un frullatore, che arriva pero' dopo molti mesi, con gran delusione di Adria, che sperava anche di ricevere gli altri regali promessi per gli anni a seguire, e che invece non sono mai arrivati.

Cosa e' successo dopo quel giorno?
"E' successo che ci siamo comportati davvero male. All'inizio l'unica convinta di assumere quell'impegno ero io, papa' non ci ha mai creduto e questo incarico l'ha sofferto da subito e mamma invece ha assecondato la mia scelta senza farsi troppi problemi".

Che vuol dire?
"Per circa sei mesi ho cercato di fare il mio dovere, quando accendevo la tv mi registravo sul telecomando collegato al meter, ma devo dire la verita' che se mi allontanavo certo non riprendevo il telecomando per segnalare che andavo via per poi registrarmi di nuovo quando magari tornavo dopo essere stata in bagno o in cucina a bere o aver risposto al telefono. E' impossibile pretendere tutto cio'. Capitava anche che in buona fede dimenticassi la tv accesa o che mi addormentassi mentre vedevo un programma. Non c'e' mica il tasto per chi dorme".

E i tuoi genitori cosa facevano?
"Beh papa' era seccato, per quella scritta che compare sul meter quando uno accende la tv e ti chiede "Chi e' presente?" e tu devi registrarti sul tuo tasto del telecomando, e se non lo fai la scritta continua a scorrere come un serpentone, finche' non rispondi e dopo un po' ti richiede "stesse persone"?, questa volta se non rispondi la scritta scompare, ma dopo un po' ricompare. Insomma una scocciatura. Mio padre era anche molto infastidito dalla luce della scritta, che lo distraeva dalla visione".

E allora cosa accadeva?
"Accadeva che io e papa' ci registravamo sulla tv del salone solo una prima volta, ma poi se papa' si spostava nella mia camera per vedere un programma diverso, lì si registrava con il tasto di mamma per non avere la doppia seccatura di segnalare due volte che si allontanava da un apparecchio e che ne accendeva un altro. E quindi alla fine risultavamo in tre a vedere la tv mentre eravamo in due. Insomma le avevamo scoperte tutte le scappatoie da veri sfaticati."

E la mamma che rapporto aveva con il meter?
"Lo ignorava, punto e basta. Tanto che dopo un po' di tempo ci e' arrivata una "letteraccia" dell'Auditel. Io mi sono un po' dispiaciuta ma mamma ha alzato le spalle e ha continuato fare come prima."

Cioe'?
"L'Auditel ci richiamava a fare il nostro dovere, perche' mamma i pomeriggi che era in casa accendeva la tv ma non si registrava e quindi la scritta 'Chi e' presente?' compariva per ore. Spesso la tv era accesa e nessuno la guardava, ma l'Auditel pretende che qualcuno si registri sempre. Mamma diceva che lei non aveva tempo da perdere per quello stupido aggeggio, tanto piu' che passati i primi mesi ci eravamo tutti resi conto che il sistema di rilevamento faceva acqua da tutte le parti. Così anch'io ho preso gusto a prendermi gioco del meter".

Che cosa facevi?
"Tanto per cominciare se c'erano amici e parenti in casa a vedere la tv non li segnalavo mai, perche' era troppo fastidioso mettersi lì a spingere il tasto ospiti sul telecomando, e poi rispondere alla domande su quanti erano, che eta' avevano e pure se erano maschi e femmine. Ma figuratevi se uno sta guardando magari la partita di calcio e si perde un gol per indicare il sesso dell'ospite. Insomma, ho imbrogliato. Mi divertivo ad aggiungere o togliere pubblico a qualche trasmissione anche per motivi politici e ideologici. O semplicemente per antipatia verso un certo programma".

Ma non avete pensato di uscire dal campione?
"Certo che sì, mio padre lo andava ripetendo al tecnico, un ragazzo di Viterbo, che ogni tre mesi circa tornava in casa nostra e armeggiava con un computer portatile collegato ai nostri meter".

Siete rimasti nel campione vostro malgrado per oltre 3 anni?
"Sì ogni volta papa' insisteva di togliere i meter ma il tecnico ce li lasciava e allora sono rimasti del tutto incustoditi, soprattutto dopo che un anno e mezzo fa sono andata via di casa e mi sono trasferita a Roma".

Avete avvertito l'Auditel di questo trasferimento?
"No, ormai l'Auditel lo subivamo e basta."

Che giudizio dai di questa esperienza?
"Assolutamente negativa, e pensare che io ero partita con le migliori intenzioni, ma questo rilevamento e' proprio inaffidabile. Noi tutti in casa, volontariamente o no, siano stati dei mistificatori. Ma ora con l'Auditel abbiamo chiuso".
MarcoDS.
sabato 6 marzo 2010 17.17
Re:
Megablast, 06/03/2010 15.38:

Le 5 mila famiglie sono selezionate appositamente per estrazione sociale, componenti, tenore di vita, cultura e così via per essere in campione rappresentativo di un intera popolazione.

Se selezionate a dovere(e credo che sia così), 5 mila famiglie(quindi mediamente 12/15 mila persone), credo che possano essere,statisticamente, un campione rappresentativo della popolazione italiana.
Anzi,tolgo il credo.

Beata ignoranza.



Io sono laureato in Scienze Statistiche ed Economiche ed è proprio come dice Megablast. L'intera statistica si basa su rilevazioni campionarie di questo tipo e ci sono appositi modelli matematici per definire un campione rappresentativo (la stragrande maggioranza dei sondaggi non supera le mille persone chiamate a rispondere e gli si dà valenza globale). Comunque basta pensare anche a quanto si avvicinano alla realtà le prime proiezioni politiche delle elezioni fatte su un piccolo campione reale e omogeneo di schede rispetto ad esempio agli exit poll, che sbagliano spesso perchè c'è molta gente che si rifiuta di rispondere facendo sballare i dati. Appena arrivano le prime proiezioni vere difficilmente la forchetta di dati è sballata anche se mancano da scrutinare una marea di schede. Se il campione è costruito bene bastano poche migliaia di persone senza dubbio per avere un dato significativo (il che magari vuol dire che se leggiamo "ha fatto il 50% di share" statisticamente in quel caso forse vuol dire che ha il 95% di probabilità di aver fatto un risultato fra il 49 e il 51 e ogni punto che si allontana da quel 50 diventa sempre meno probabile... alla fine poi l'Auditel è uno strumento ad uso e consumo del mercato pubblicitario diventato di uso comune perchè alla gente interessa sapere i programmi più visti, quindi sono i pubblicitari interessati a quei dati e state sicuri che se avessero dei dubbi sulla loro veridicità sarebbero i primi a protestare...).

Ovviamente se poi le famiglie le selezionano alla cazzo è un altro discorso e può venire fuori qualsiasi cosa...
.TST.
sabato 6 marzo 2010 17.21
Re: Re: Re:
El Scorcho, 06/03/2010 16.43:



Sì, ma quindi? Sono cose che si sanno. Dov'è lo scandalo?





Lo scandalo è che è un sistema che fa il bello ed il cattivo tempo sulla sorte dei programmi della Tv italiana. Un sistema inattendibile, falsificabile, antiquato ed obsoleto, fatto passare come la cartina tornasole della popolarità e successo di un determinato programma, che stabilisce cosa merita di stare in tv e cosa non lo merita. La gente deve sapere che quando gli viene cancellato il proprio telefilm o varietà preferito, ciò è stato deciso da 5 mila misere famiglie italiane che non rispettano neanche le regole sul corretto uso dello strumento che gli viene dato.
MarcoDS.
sabato 6 marzo 2010 17.32
www.auditel.it/faq.htm

Qua comunque per chi è interessato ci sono diverse spiegazioni. E' molto importante il discorso della stratificazione. Perchè una delle critiche principali è "proprio come agli exit poll quelli di centrodestra non rispondono spesso e nelle ultime elezioni sono sempre stati sottostimati rispetto ai dati reali allora anche l'auditel ha dati fasulli perchè in molti non lo accettano in casa e quindi categorie di popolazione vengono cancellate". Negli exit poll la stratificazione è minima e mi sa che riguarda solo sesso, età e luogo. Se c'è una stratificazione fatta meglio tenendo conto di altre variabili se una famiglia con due figli del nord di una certa estrazione sociale con il capofamiglia operaio non accetta il meter, l'Auditel ne cerca un'altra con le stesse caratteristiche non la va a sostituire con un single di Napoli dirigente d'azienda...

TST., 06/03/2010 17.13:

Io direi che dopo questa possiamo anche chiudere il topic
Testo nascosto - clicca qui



cazzo ma.... me lo sono letto tutto e mi chiedo... ma a voi che cazzo ve ne frega se i dati dell'auditel sono sballati?
manco fosse fatto per noi.... sta roba è fatta per le pubblicità!!
a parte che, secondo me, quando elaborano i dati tengono conto di possibili sballamenti
ma poi non riesco capire la preoccupazione di sta ragazza: cazzo gliene fega a lei se manda i dati sballati all'auditel?? saranno cazzi loro!!
e poi, non so voi, ma se a me telefona "un operatore dell'Agb Italia le propone di entrare nel circolo esclusivo... ecc..eccc..." io lo mando a cagare!!!!
invece questi accettano perchè gli regalano il frullatore!!! ma andate a cagare!! imbecilli!!

.TST.
sabato 6 marzo 2010 17.45
Re: Re:
jorge80, 06/03/2010 17.39:



a voi che cazzo ve ne frega se i dati dell'auditel sono sballati?
manco fosse fatto per noi.... sta roba è fatta per le pubblicità!!




In base a questi dati si cancellano i programmi
Non è che Italia Uno all'improvviso fa scomparire Heroes o qualche altro telefilm così per divertimento...
Questo sistema è una grandissima fregatura, e penalizza tutti coloro che magari si appassionano ad un programma e poi lo vedono scomparire dal giorno alla notte
Manto Ace
sabato 6 marzo 2010 17.49
Questo topic mi ha messo letteralmente tristezza.
L'ottusità mi fa venire i brividi
MarcoDS.
sabato 6 marzo 2010 17.49
www.opinioni.net/campione.php

Qua si può calcolare quante rilevazioni servono per ritenere valido un campione statistico.

Il livello di confidenza vuol dire che se si sceglie il 95% c'è il 95% di probabilità che l'intervallo trovato sia quello corretto, se sii sceglie il 99% c'è il 99% di probabilità che l'intervallo trovato sia quello corretto (sono le due opzioni standard non so auditel quale usa).

Nel primo caso, mettendo 57372000 come popolazione (che è il dato considerato da auditel), con il livello di confidenza al 95% con 5100 rilevazioni circa si ha un margine d'errore dell'1,4%. Con il livello di confidenza al 99% il margine d'errore è di circa l'1,8%. Entrambi molto ridotti è che non stravolgono i dati reali... quindi ogni critica all'auditel va eventualmente fatta a come campionano non di certo al numero di persone contattate.
.TST.
sabato 6 marzo 2010 17.52
Re:
MarcoDS., 06/03/2010 17.49:

http://www.opinioni.net/campione.php

Qua si può calcolare quante rilevazioni servono per ritenere valido un campione statistico.

Il livello di confidenza vuol dire che se si sceglie il 95% c'è il 95% di probabilità che l'intervallo trovato sia quello corretto, se sii sceglie il 99% c'è il 99% di probabilità che l'intervallo trovato sia quello corretto (sono le due opzioni standard non so auditel quale usa).

Nel primo caso, mettendo 57372000 come popolazione (che è il dato considerato da auditel), con il livello di confidenza al 95% con 5100 rilevazioni circa si ha un margine d'errore dell'1,4%. Con il livello di confidenza al 99% il margine d'errore è di circa l'1,8%. Entrambi molto ridotti è che non stravolgono i dati reali... quindi ogni critica all'auditel va eventualmente fatta a come campionano non di certo al numero di persone contattate.



Infatti il problema non è tanto quante persone controllano, ma come le controllano
Essendo il sistema sbagliato a prescindere data la sua natura altamente falsificabile, quello che se ne deduce è che i dati finali hanno una buona possibilità di essere non corrispondenti alla realtà.
Questo è un sistema che fa muovere milioni di euro e che decide la vita e la morte dei programmi tv, dovrebbe essere perlomeno perfetto, e non una cagata
MarcoDS.
sabato 6 marzo 2010 17.56
Re: Re:
.TST., 06/03/2010 17.52:



Infatti il problema non è tanto quante persone controllano, ma come le controllano
Essendo il sistema sbagliato a prescindere data la sua natura altamente falsificabile, quello che se ne deduce è che i dati finali hanno una buona possibilità di essere non corrispondenti alla realtà.
Questo è un sistema che fa muovere milioni di euro e che decide la vita e la morte dei programmi tv, dovrebbe essere perlomeno perfetto, e non una cagata



Sono i pubblicitari che scelgono se è affidabile o meno e se basarsi su questo. Se loro giungessero alle tue conclusioni probabilmente l'auditel non se lo cagherebbe nessuno visto che gli serve per vendere i prodotti. Esiste una cosa che si chiama errore di campionamento e che è già contato nei dati precedenti per valutare il campione. Se viene calibrato bene e gli errori non sono elevati non inficiano la correttezza del campione, è normale che ci sia qualche famiglia che lo usa male lo dicono pure loro nel link alle spiegazioni...
El Scorcho
sabato 6 marzo 2010 18.04
Re: Re: Re: Re:
.TST., 06/03/2010 17.21:




Lo scandalo è che è un sistema che fa il bello ed il cattivo tempo sulla sorte dei programmi della Tv italiana. Un sistema inattendibile, falsificabile, antiquato ed obsoleto, fatto passare come la cartina tornasole della popolarità e successo di un determinato programma, che stabilisce cosa merita di stare in tv e cosa non lo merita. La gente deve sapere che quando gli viene cancellato il proprio telefilm o varietà preferito, ciò è stato deciso da 5 mila misere famiglie italiane che non rispettano neanche le regole sul corretto uso dello strumento che gli viene dato.



Io griderei allo scandalo per i TG che son ciarpame, suvvia.

Ma nessuno lo fa passare per una cartina tornasole universale, è solo un cazzo di metodo statistico per far sì che chi di dovere possa metterte su palinsesti fondamentalmente non-alla-cazzo-di-cane ed accappararsi sponsor in linea con essi per tirare avanti la barracca (eufemismo, è evidente che la cosa muova bei contanti ed anche questa è acqua calda).

E' falsabile? E sticazzi, dopotutto. E' antiquato ed obsoleto? Ma su che base? E' una statistica. Ci sono forse altri metodi meno invasivi ed allo stesso tempo con maggiori possibilità che risulti più attendibile?

Ripeto, è una cartina tornasole non per te o chi per te, ma per chi gestisce e propone un servizio. E fondamentalmente fa il cazzo che gli pare.

jorge80
domenica 7 marzo 2010 2.05
Re: Re: Re:
.TST., 06/03/2010 17.45:




In base a questi dati si cancellano i programmi
Non è che Italia Uno all'improvviso fa scomparire Heroes o qualche altro telefilm così per divertimento...
Questo sistema è una grandissima fregatura, e penalizza tutti coloro che magari si appassionano ad un programma e poi lo vedono scomparire dal giorno alla notte




ma appunto! lo vedi che ti contraddici! se le reti si fidano dell'auditel è perchè risulta essere un metodo tutto sommato funzionante!
anche a me sembra strano, ma chissà quanti studi ci avranno fatto dietro (credi che i dubbi che hai te non li avessere anche i dirigenti delle reti quando gli presentarono il progetto auditel??)


 
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